Tra il Pentagramma e la Penna

il blog di Domenico A. Di Renzo

Stromboli

Categoria: Società

Io vado, madre (poesia curda)

Un testo scritto da Abdulla Goran, poeta curdo.
A quel popolo è dedicato il mio post di oggi. Un popolo tradito dall’Occidente, in particolare dagli USA di Trump.
Un pensiero dedicato alle donne e agli uomini che combattono per la loro terra. Da soli.

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Una borraccia in regalo agli studenti di UniBo

Una borraccia in regalo agli studenti di UniBo

Bellissima iniziativa dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna: una borraccia in regalo a tutti i nuovi iscritti. L’Ateneo emiliano-romagnolo prende così concretamente posizione in difesa dell’ambiente. Regalare una borraccia agli studenti significa sensibilizzare le nuove generazioni e avviare un circolo virtuoso che moltiplicherà in modo esponenziale i comportamenti pro-ambiente da parte di una generazione già molto sensibile all’argomento.

Il “fenomeno” Greta – decisiva per portare il tema all’attenzione generale dei media – le manifestazioni recenti contro i cambiamenti climatici ed il movimento FridaysForFuture, testimoniano tutti insieme l’importanza di iniziare ad occuparci del futuro facendo leva sulla voglia di cambiare il mondo da sempre innata negli animi più giovani…

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TIN aperte H24

TIN aperte H24

Ho deciso di sostenere tramite il mio blog (e non solo!) la campagna di sensibilizzazione di Vivere Onlus – Coordinamento Nazionale delle Associazioni per la Neonatologia a favore dell’apertura H24 di tutti i reparti di Terapia Intensiva Neonatale (TIN).

DI COSA SI TRATTA?
Chi non ha vissuto l’esperienza – diretta o indiretta – di un parto prematuro molto probabilmente non conosce l’esistenza, all’interno dei nostri ospedali, dei reparti di Terapia Intensiva Neonatale.
Ciò era vero anche per me, prima del 2016. Nella sfortuna di un parto prematuro la fortuna di vivere a Rimini, città in cui si trova un ospedale dotato di un reparto TIN tra le migliori in Italia.
Quello che più mi colpì da subito di quella esperienza fu proprio la possibilità per noi genitori di trascorrere del tempo con il nostro bambino fin dalle primissime ore dalla nascita. E per 24 ore su 24, appunto.

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Lettera a Rayem

Lettera a Rayem

Rayem è un bambino di tre anni che ha visto una sua coetanea sul passeggino e si è avvicinato. Non importa se solo per salutarla, per curiosità o per giocarci insieme. Il padre della bambina non ha apprezzato quella vicinanza, “colpa” della pelle scura di Rayem.

Una storia triste, emblema di questo periodo buio per l’Italia. Mi ha però colpito positivamente la reazione dei passanti e, come testimoniato dal padre di Rayem, dell’intera città di Cosenza. Qualcuno dei passanti avrebbe colpito l’aggressore che si è dileguato e una ragazza ha denunciato su Facebook l’accaduto:
“Ho visto quel bimbo fare un salto di due metri e accasciarsi a terra. Non potevo credere a quello che stava succedendo. Il mio primo pensiero è stato soccorrerlo”. La ragazza ha poi lanciato un appello alla madre del bambino colpito perché le faccia sapere le condizioni del figlio e dicendosi pronta ad aiutarla.
La mobilitazione ha consentito in poche ore l’identificazione del bastardo (non posso definirlo “uomo”).

Colpito da questa storia ho scritto di getto una lettera a Rayem. Eccola.

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La nave dei bambini

La nave dei bambini

“Siamo arrivati in tempo”… è questa la frase che più colpisce del post con cui la Ong Mediterranea Saving Humans informa del salvataggio di 100 persone tratte da un gommone in avaria e portate sulla nave Mar Jonio. 100 persone in difficoltà e tra loro 22 bambini.

“Siamo arrivati in tempo”… mentre in Italia c’è chi tifa perché non si arrivi in tempo. C’è chi firma (e per fortuna non potrà più farlo!) perché non si arrivi in tempo.

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Spiaggia libera

Spiaggia libera

Oggi ho scoperto che se sei su una spiaggia libera e pianti l’ombrellone a ridosso di uno stabilimento balneare, è importante calcolare, con complesse formule trigonometriche:

– la distanza tra il punto in cui il tuo ombrellone si infila nella sabbia e il paletto che segna il confine con lo stabilimento;
– i cm quadrati che occupa l’ombra, in ogni momento della giornata, affinché questa non oltrepassi MAI nemmeno per un millimetro il suddetto paletto;
– l’angolo tra sabbia e ombrellone affinché questo non superi un certo valore oltre il quale i “bagnanti paganti” possano sentirsi a disagio di avere troppo vicini i “poveracci” della spiaggia libera.

Avevo calcolato bene e rispettato il tutto. Peccato mi sia sfuggito un particolare: tra il paletto sulla spiaggia ed il cielo corre un filo immaginario. Non mi ero accorto di averlo oltrepassato con l’orlo dell’ombrellone… Mi è stato chiesto di spostare l’ombrellone un po’ più dentro la spiaggia libera e al di fuori dello stabilimento.

Che i padroni degli stabilimenti balneari siano i boss della Romagna è risaputo. Una politica compiacente ha consentito loro, nei decenni scorsi, di privatizzare km e km di spiagge e lasciare al libero utilizzo solo pochi metri. Spesso metri confinanti con le foci dei fiumi (non quella scelta da noi).

Dicevo, è risaputo che i boss della Romagna facciano il bello e cattivo tempo in riviera e spesso devono dare ascolto alle “paturnie” di certi loro clienti con la puzza sotto il naso… Ma voi turisti, fateci un favore e fatelo a voi stessi: godetevi le vostre vacanze, pagatevi i vostri comodi servizi e non scassate i cabasisi agli altri, a quelli che – per principio e per economia – continuano a pensare che il mare e le spiagge siano libere e libero deve esserne l’utilizzo da parte di tutto.

E soprattutto, visto che vi dà fastidio l’orlo dell’ombrellone sullo spicchio di cielo del vostro “caro” stabilimento, abbiate almeno la cortesia di tenervi il vostro cane sulla brandina che avete comprato per lui (sigh…). Perché anche se tiene le zampe sulla vostra spiaggia, scava la sabbia e la fa schizzare sui nostri teli.

Tra la vostra bestiolina e la nostra incazzatura c’è lo stesso filo immaginario di cui sopra, lo avete invaso. Ma, fortunatamente per voi, noi amiamo i cani e andiamo al mare sereni (sapete, è un effetto che ci fa la natura LIBERA…) per cui evitiamo di chiedere al “solerte” ragazzo dello stabilimento di provvedere…

Domenico A. Di Renzo © 2019. Tutti i diritti riservati. Note Legali.

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