Oggi ho scoperto che se sei su una spiaggia libera e pianti l’ombrellone a ridosso di uno stabilimento balneare, è importante calcolare, con complesse formule trigonometriche:

– la distanza tra il punto in cui il tuo ombrellone si infila nella sabbia e il paletto che segna il confine con lo stabilimento;
– i cm quadrati che occupa l’ombra, in ogni momento della giornata, affinché questa non oltrepassi MAI nemmeno per un millimetro il suddetto paletto;
– l’angolo tra sabbia e ombrellone affinché questo non superi un certo valore oltre il quale i “bagnanti paganti” possano sentirsi a disagio di avere troppo vicini i “poveracci” della spiaggia libera.

Avevo calcolato bene e rispettato il tutto. Peccato mi sia sfuggito un particolare: tra il paletto sulla spiaggia ed il cielo corre un filo immaginario. Non mi ero accorto di averlo oltrepassato con l’orlo dell’ombrellone… Mi è stato chiesto di spostare l’ombrellone un po’ più dentro la spiaggia libera e al di fuori dello stabilimento.

Che i padroni degli stabilimenti balneari siano i boss della Romagna è risaputo. Una politica compiacente ha consentito loro, nei decenni scorsi, di privatizzare km e km di spiagge e lasciare al libero utilizzo solo pochi metri. Spesso metri confinanti con le foci dei fiumi (non quella scelta da noi).

Dicevo, è risaputo che i boss della Romagna facciano il bello e cattivo tempo in riviera e spesso devono dare ascolto alle “paturnie” di certi loro clienti con la puzza sotto il naso… Ma voi turisti, fateci un favore e fatelo a voi stessi: godetevi le vostre vacanze, pagatevi i vostri comodi servizi e non scassate i cabasisi agli altri, a quelli che – per principio e per economia – continuano a pensare che il mare e le spiagge siano libere e libero deve esserne l’utilizzo da parte di tutto.

E soprattutto, visto che vi dà fastidio l’orlo dell’ombrellone sullo spicchio di cielo del vostro “caro” stabilimento, abbiate almeno la cortesia di tenervi il vostro cane sulla brandina che avete comprato per lui (sigh…). Perché anche se tiene le zampe sulla vostra spiaggia, scava la sabbia e la fa schizzare sui nostri teli.

Tra la vostra bestiolina e la nostra incazzatura c’è lo stesso filo immaginario di cui sopra, lo avete invaso. Ma, fortunatamente per voi, noi amiamo i cani e andiamo al mare sereni (sapete, è un effetto che ci fa la natura LIBERA…) per cui evitiamo di chiedere al “solerte” ragazzo dello stabilimento di provvedere…