Torneranno le belle stagioni
e le strette di mano
apriranno le porte queste prigioni
Così le chiamiamo
queste comode arcate sospese
a forma di case

Torneranno le perdute emozioni
e gli abbracci più forti
ci saranno soltanto le piante ai balconi
E tutti quei morti
torneranno di nuovo persone
con nome e cognome

Torneranno a riempirsi le strade
di motori e di passi
di voci di bimbi che come sciarade
e giochi di intarsi
danno forma e colore ai sorrisi
scacciando la crisi

Torneranno le cose lasciate in sospeso
e l’odore dei fiori
farsi largo a fatica nel mondo riacceso
Non saremo migliori
la promessa dell’uomo impaurito
perde ossigeno appena guarito