C’è un uomo brutto, a tratti malvagio, dentro ognuno di noi. Scalpita per venire fuori, per farsi vedere, perché lui ama i riflettori.
E ci riesce.
Si fa vedere nei momenti peggiori, quando invece dovrebbe starsene lì, rintanato, nascosto in un angolino in silenzio. Magari anche trattenendo il respiro. Perché non lo possa sentire nessuno. Perché nessuno possa domandare: c’è qualcuno di là? Hai parlato tu? Ho sentito uno strano lamento, un sussurro. Sarà stato un alito di vento.

Lui, l’uomo brutto, scalpita. Mentre sei in coda, fermo ad un semaforo e scatta il verde. Lui ti batte in testa, ti urla di dare un colpo di clacson contro chi non ha premuto il piede destro sull’acceleratore entro una frazione di secondo.

L’uomo brutto si fa sentire mentre aspetti un treno che ritarda cinque minuti, il tuo turno dal medico o alle poste. E alza la voce soprattutto quando cerchi le risposte a tutti i dubbi che la vita ti sbatte in faccia. Nelle decisioni prese e nelle future scelte.

L’uomo brutto sono anch’io quando non ti capisco. Quando non dico la parola giusta al momento giusto. O la dico nel momento sbagliato, a volte il peggiore. E nonostante tutto… non mi abbandoni. Però l’uomo brutto scompare per la vergogna ogni volta che con un bacio mi perdoni.
E lo perdoni.


Domenico A. Di Renzo

Funzionario pubblico | Giurista esperto in Diritto Amministrativo, Diritto d’Autore e Pubblica Amministrazione | Scrittore e blogger | Autore di “Scrivere la PA - Scrittura Creativa per la Pubblica Amministrazione”
Biografia completa qui.

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