Inchinatevi ai nostri figli. Rendete onore ai grandi guerrieri di questo tempo sospeso. Sospesi anche loro ma senza l’isteria degli adulti.

Hanno rinunciato a vedere amici e nonni. Hanno rinunciato ai banchi di scuola e alle ricreazioni in cambio di videochiamate e fredde lezioni. Hanno rinunciato ai parchi, alle altalene e ai compagni di scuola senza un lamento, più maturi di noi orfani della movida.

L’anno scolastico è ormai finito. I più fortunati potranno almeno vivere l’emozione della maturità che sembrava anch’essa perduta fino a qualche settimana fa. Altri potranno comunque salutarsi dal vivo, grazie a tante idee che qualcuno sta realizzando per loro.

Bella, per esempio, l’iniziativa di Isabella Conti, sindaca di San Lazzaro di Savena, un’idea semplice ma per nulla scontata per far terminare l’anno scolastico ai ragazzi dell’ultima classe di ogni ciclo di studi in maniera meno traumatica del previsto (qui i dettagli).

Mi commuovo leggendo queste notizie perché ritengo che i nostri bambini e ragazzi abbiano vissuto quest’anno così “speciale” in modo esemplare e ammirevole. I nostri figli sono stati esempio di tenacia e pazienza quasi religiose, da far invidia a tanti tra noi adulti.

Per questo meritano il nostro rispetto. La nostra solenne riconoscenza.

Per questo, davanti a loro, io mi inchino.

*dedicato a te Samuel, a te che a 4 anni hai avuto la pazienza di aspettare. Di rinunciare ai giochi, ai parchi, ai centri commerciali perché… fuori c’è “un brutto raffreddore, usciremo quando passerà”. Questa spiaggia, questo mare adesso sono tuoi. Mi inchino a te, figlio mio.