È da sempre così. I sedicenti patrioti si vendono con facilità allo straniero. 
Perché loro sono fatti così, sono patrioti solo a parole.
Accadde quando, alle soglie della Seconda Guerra Mondiale, dopo aver svenduto l’Italia alla Germania, Mussolini portò la guerra dentro le nostre case. 
Quando l’Italia è in mano ai cosiddetti patrioti arriva immediatamente la svendita del Paese agli stranieri.
Accadde coi nazisti tedeschi.
Accade di nuovo con i nazisti americani di oggi.

Giorgia Meloni, il suo partito e i suoi alleati, i suoi sostenitori cittadini comuni, ci hanno rotto per anni i cabasisi sulla cessione alle aziende straniere di quote di aziende italiane.

Ora che tocca a loro governare, oltre a non battere ciglio sull’ingresso di società straniere nel mercato italiano (ovvio, si tratta di libero mercato, ma lo era anche quando governavano gli altri) fanno ancora di peggio. 

Analizzano la politica internazionale fingendo, per fini politici, di non conoscere né le basi del diritto internazionale né la geopolitica. Analizzano gli eventi sulla base dell’amichettismo, e quindi delle persone che li compiono più che degli eventi stessi, posizionamento che non è accettabile da parte di una leader europea.

Una leader o presunta tale.

Eh sì, una leader ormai solo presunta. Perché proprio l’amichettismo, dottrina molto cara a questo governo, trova oggi il suo culmine nella sottomissione agli Stati Uniti di Donald Trump. Come può ritenersi leader una personalità pubblica che accetta tale subordinazione?

Non che non fossimo abituati a vedere la premier succube di Orban, Netanyahu e dello stesso Trump; tuttavia, giustificare atti e dichiarazioni di guerra (Venezuela, Groenlandia, nazisti dell’ICE…) solo perché provenienti da un presidente amico dimostra che il nostro Paese non tocca palla sulla geopolitica e, soprattutto, che il nostro Paese è legato, senza possibilità di ritenersi sovrano, a qualsiasi altro Stato governato dagli amici della Meloni. Il colmo per una donna che ha costruito la propria fortuna politica sul patriottismo e che invece si è letteralmente svenduta ai suoi amici stranieri.

Cosa dirà la premier quando Trump invaderà la Groenlandia? Probabilmente farà finta di nulla, come all’inizio fecero in tanti con Hitler. Quando Trump si prenderà altri suoi obiettivi per le sue mire imperialiste qualche leader (o presunto tale) europeo e gli stessi cittadini comuni, inizierà a piangere, a riciclarsi, a sostenere di non essere mai stato dalla parte di Trump.

Prenderà il sopravvento la vigliaccheria, come accadde ai tanti vigliacchi che dopo la Seconda Guerra Mondiale non ebbero il coraggio di dichiararsi fascisti.

A causa di quei leader inetti, e dell’opinione pubblica che li sostiene, il mondo è in pericolo.
A causa loro piangeranno figli e nipoti che non hanno alcuna colpa per quello che sta accadendo oggi. 
A causa loro, e per mano di nazisti che indossano una divisa, figli e nipoti, stanno già piangendo. Oppure sono già morti.


Domenico A. Di Renzo

Funzionario pubblico | Giurista esperto in Diritto Amministrativo, Diritto d’Autore e Pubblica Amministrazione | Scrittore e blogger | Autore di “Scrivere la PA - Scrittura Creativa per la Pubblica Amministrazione”
Biografia completa qui.

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