Storytelling istituzionale: umanizzare la PA senza perdere autorevolezza
Oggi si parla molto di storytelling. Perché non introdurlo anche nella PA e superare il linguaggio pubblico asettico, distante, marmoreo?
Oggi si parla molto di storytelling. Perché non introdurlo anche nella PA e superare il linguaggio pubblico asettico, distante, marmoreo?
Voglio farti un augurio speciale per l’anno che inizia, figlio mio: di non lasciarti ingannare. Non lasciarti ingannare dagli esseri umani.
Beati voi che ancora ci credete, e sono sicuro ciecamente, che mi perdonerete, se penso ci sia bisogno di rinascita, più che di resurrezione
Ci sono cose che il tempo spazza via come le rose come il vento le foglie. Le vedi forti e sicure su un ramo e poi sparse in giardino…
Spero di riuscire a trasmetterti l’energia di quelle onde, la loro forza, il loro impeto.
Un giorno dovremo spiegare ai bambini, quelli più piccoli, perché “andavamo al lavoro” senza uscire di casa e, chiusi in una stanza, non avevamo tempo per giocare con loro.
Torneranno le belle stagioni
e le strette di mano
apriranno le porte queste prigioni
Così le chiamiamo
queste comode arcate sospese
a forma di case
Auguri papà.
Te lo saresti mai aspettato?
Tu che avevi 20 anni mentre il mondo bruciava sotto la Guerra.
Te lo saresti mai immaginato che oggi ti avrei fatto gli auguri così
chiuso in casa perché un virus sta rubando le nostre abitudini?
Eppure succede.
In questo tempo così pazzo
Di saluti e di abbracci sospesi
Di note suonate a un balcone
Di giochi rispolverati
E di poche persone
Ne sono sicuro
Andrà tutto bene