Mi faccio uno screenshot di questa vita
Una conversazione in famiglia, a tavola, qualche mese fa. Mio figlio, 9 anni, piazza lì la frase che dà il titolo a questo mio scritto.
Una conversazione in famiglia, a tavola, qualche mese fa. Mio figlio, 9 anni, piazza lì la frase che dà il titolo a questo mio scritto.
Si potessero udire queste placide onde oltre gli occhi, nutrire anime potrebbero lungo tutte le sponde. (Poesia di Domenico A. Di Renzo)
Arriva sempre il sereno, dopo la tempesta. La quiete, quando il cielo pareva esplodere.
Voglio farti un augurio speciale per l’anno che inizia, figlio mio: di non lasciarti ingannare. Non lasciarti ingannare dagli esseri umani.
Beati voi che ancora ci credete, e sono sicuro ciecamente, che mi perdonerete, se penso ci sia bisogno di rinascita, più che di resurrezione
Auguri amore mio.
Oggi diventi più grande
anche se non lo sai
anche se non ti sembra sia cambiato nulla
rispetto a ieri.
Rimane che sì, ci hai lasciati. Ma neanche per un istante ci sentiamo abbandonati. Auguri mamma.
Mi perdonerete se il post di oggi, con cui faccio gli auguri a tutte le mamme, lo lascio scrivere a mio figlio Samuel. In fondo, come potrei io competere con questa sua profondità di pensiero?
Ho reciso le mie mani vogliose / e come il seme che un giorno si pose / le ho coperte di antichi pudori
Custodisci sogni e passi / sassi rotti tra le case. / Rassicura i pescherecci / ondulanti intrecci tra le onde.