Lockdown
Un giorno dovremo spiegare ai bambini, quelli più piccoli, perché “andavamo al lavoro” senza uscire di casa e, chiusi in una stanza, non avevamo tempo per giocare con loro.
Un giorno dovremo spiegare ai bambini, quelli più piccoli, perché “andavamo al lavoro” senza uscire di casa e, chiusi in una stanza, non avevamo tempo per giocare con loro.
Chi non ha mai vissuto lontano dai propri affetti non può capire cosa significhi vivere fuori. Che sia il Nord, che sia l’estero o che sia lo stesso Sud per i nati altrove, vivere fuori è un concetto che, come il mare d’inverno cantato da Loredana Bertè, la mente non considera.
Inchinatevi ai nostri figli. Rendete onore ai grandi guerrieri di questo tempo sospeso. Sospesi anche loro ma senza l’isteria degli adulti.
Oggi ho bevuto il primo caffè al bar dopo mesi.
Un caffè normale.
Non lungo, come questo tempo sospeso, né corto, come i passi che potevamo fare intorno a casa.
È stato bello.
Certo, bisogna abituarsi al caffè servito in una tazza di plastica, come vogliono protocolli e buonsenso.
Torneranno le belle stagioni
e le strette di mano
apriranno le porte queste prigioni
Così le chiamiamo
queste comode arcate sospese
a forma di case
Auguri papà.
Te lo saresti mai aspettato?
Tu che avevi 20 anni mentre il mondo bruciava sotto la Guerra.
Te lo saresti mai immaginato che oggi ti avrei fatto gli auguri così
chiuso in casa perché un virus sta rubando le nostre abitudini?
Eppure succede.
In questo tempo così pazzo
Di saluti e di abbracci sospesi
Di note suonate a un balcone
Di giochi rispolverati
E di poche persone
Ne sono sicuro
Andrà tutto bene