La foto della settimana è indubbiamente quella scattata in Turchia in cui appare la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, seduta su un divano ai lati delle uniche due sedie occupate da uomini: il presidente turco Erdogan e il presidente del Consiglio europeo Charles Michel (puoi vedere qui la foto incriminata).

L’episodio ha fatto molto scalpore perché dimostra, in maniera inequivocabile, l’atteggiamento della Turchia nei confronti delle donne. Un fatto grave che non può non avere ripercussioni nei negoziati per l’ingresso – a mio avviso INCONCEPIBILE – della Turchia nell’Unione Europea.

Del resto, il recente ritiro della Turchia dalla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica, conosciuta come convenzione di Istanbul, non lasciava prevedere nulla di buono.

Detto questo, mi concentrerei però su questioni geopolitiche che non riguardano solo la Turchia e che, scusate, ma non si possono ridurre solo a una questione di sedie. Questioni che hanno a che fare con noi europei e sul modo con il quale noi europei vogliamo relazionarci con quei paesi che violano sistematicamente i diritti umani.

Per esempio l’Egitto.

Come vogliamo affrontare la questione egiziana? Continuando a esporre striscioni e bandiere gialle per Giulio Regeni e Patrick Zaki?

Oppure vogliamo intraprendere azioni forti, concrete, che possano andare oltre le “rimostranze” di facciata?

Qualche giorno fa Marco Furfaro, Partito Democratico, ha lanciato una serie di proposte che mi sento di condividere e che mi sono permesso di riassumere in tre punti:

  • riconoscimento della cittadinanza italiana a Patrick Zaki;
  • ritiro dal Cairo del nostro ambasciatore;
  • rivisitazione dei rapporti commerciali con l’Egitto.

Sono i primi passi da compiere per andare oltre i gesti simbolici. Gesti che rimangono appunto simboli e che non possono più bastare; a meno che non si voglia pensare che la foto in Turchia o la carcerazione di Patrick Zaki siano soltanto “semplici” simboli che non toccano i diritti umani.

Del resto, come ci informa Amnesty International, la storia si ripete.

Il primo febbraio Ahmed Samir Santawy, ricercatore e studente di Antropologia presso l’Università centrale europea di Vienna, è stato arrestato in Egitto.

Sembra proprio un nuovo caso Zaki.

Ahmed è stato interrogato a proposito dei suoi studi e su un post su Facebook contenente critiche sulla gestione dei diritti umani da parte delle autorità, ritenuto falso da Santawy.

…l’Egitto mette a tacere qualsiasi voce considerata contraria al governo. Ahmed è ora entrato nel girone infernale della detenzione preventiva, proprio come Patrick Zaki e tantissime altre persone.

Ben vengano le dichiarazioni del premier Mario Draghi che ha esplicitamente accusato Erdogan di essere un dittatore; è però inaccettabile la necessità di mantenere un dialogo con lui (e implicitamente con altri dittatori) perché questo fa pensare che il nostro atteggiamento nei loro confronti dipenda dagli interessi italiani nei rispettivi paesi.

È un paradigma che non può entrare a far parte della nostra cultura. Quand’è che abbiamo deciso di sacrificare secoli di progresso nel campo dei diritti umani sull’altare degli interessi economici?

In questo quadro, e nella stessa identica cornice, si colloca il viaggio di Matteo Renzi in Arabia Saudita. Gli ammiccamenti al principe saudita Mohammed bin Salman, accusato del feroce crimine del giornalista Jamal Khashoggi, sono la prova evidente della leggerezza con cui ormai ci muoviamo su questo terreno e in certi territori.

Non è un caso che in seguito ad una semplice dichiarazione del premier Draghi, Ankara richiami il suo ambasciatore; ovvero: noi li accusiamo solo a voce, loro ritirano l’ambasciatore; loro violano i diritti umani e torturano, noi ci facciamo accordi commerciali.

L’Italia, l’Europa, l’Occidente tutto non possono più restare fermi a guardare.


Domenico A. Di Renzo

Funzionario pubblico | Giurista esperto in Diritto Amministrativo, Diritto d’Autore e Pubblica Amministrazione | Scrittore e blogger | Autore di “Scrivere la PA - Scrittura Creativa per la Pubblica Amministrazione”
Biografia completa qui.

0 commenti

Lascia un commento

Segnaposto per l'avatar

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.