La riforma dell’Università – ne ho scritto nei giorni scorsi, qui il mio articolo – la considero pessima da più punti di vista e mi preoccupa molto.

L’idea che la politica, di qualsiasi colore, possa mettere le mani dentro uno dei pochi sistemi italiani che funziona bene proprio – o soprattutto perché – non è controllato dalla politica, dev’essere respinta con decisione al mittente! A farlo dev’essere certamente la comunità universitaria in tutte le sue componenti, docenti, ricercatori, personale tecnico amministrativo e bibliotecario, studenti. Tuttavia, siamo tutti coinvolti, anche in veste di semplici cittadini.

Quest’opera di distruzione dell’autonomia universitaria che sta portando avanti il governo, se realizzata, inciderà inevitabilmente sulla separazione netta tra chi studia e ricerca rispetto a chi detiene il potere politico; sul pluralismo delle idee scientifiche; sulla libertà di cattedra e di ricerca (fondamentale!); sulla qualità complessiva del sistema universitario. Di tutto questo saranno i giovani, i nostri figli in primis, a pagarne le conseguenze più pesanti.

Uniti contro la riforma

L’urgenza di impedire il piano scellerato del governo ha fatto ritrovare unità a tutte le più importanti organizzazioni sindacali. Lo ritengo un evento estremamente positivo proprio per l’importanza della questione e della posta in gioco.

È fondamentale una presa di coscienza collettiva ed è per questo che condivido convintamente la nota unitaria di FLC Cgil, CISL Università, UIL Scuola RUA, FGU Gilda – Dipartimento Università e SNALS. È importante parlarne nelle università e nei luoghi di lavoro che ci accolgono quotidianamente; sensibilizzare studenti e opinione pubblica; aderire alla manifestazione nazionale che si terrà il giorno 17 dicembre p.v. in Roma nei pressi del Ministero dell’Università e della Ricerca.

Nel sistema universitario italiano le Organizzazioni sindacali svolgono un ruolo strutturato e riconosciuto all’interno delle relazioni di lavoro del personale contrattualizzato del comparto e dell’area dirigenziale dell’Istruzione e Ricerca e della docenza universitaria. La loro funzione si colloca, quindi, sia sul piano della contrattazione collettiva sia su quello della generale tutela delle lavoratrici e dei lavoratori e della partecipazione ai processi istituzionali.

Su tale ultimo aspetto, in particolare, il Sindacato é coinvolto in consultazioni e audizioni istituzionali presso il MUR e il Parlamento su temi riguardanti il settore, assumendo un ruolo politico-istituzionale di rappresentanza delle esigenze del personale universitario nel dibattito pubblico; presentando proposte su finanziamenti, governance, reclutamento, valutazione e riforme di sistema; vigilando sul rispetto del diritto al lavoro e sulla qualità del servizio pubblico universitario potendo, in caso di conflittualità, proclamare lo stato di agitazione, attivare le procedure di raffreddamento previste dalla legge; indire scioperi, assemblee e manifestazioni; presentare richieste di conciliazione presso il Prefetto o la Commissione di garanzia quando necessario.

Ciò premesso, è doveroso ricordare che nel corso dell’ultimo triennio le scriventi OO.SS. FLC Cgil, CISL Università, UIL Scuola RUA, FGU Gilda – Dipartimento Università e SNALS, unitariamente e singolarmente, hanno più volte manifestato al Sig. Ministro la necessità di intrattenere un dialogo costante su temi di peculiare interesse sindacale quali l’inadeguatezza del finanziamento statale del sistema universitario italiano, la necessità di reperire risorse aggiuntive per la valorizzazione del personale che vive da anni il disagio di un forte dumping contrattuale rispetto alle medesime professionalità del Pubblico Impiego, l’urgenza di superare numerose criticità generatesi nel tempo mediante una riforma partecipata della Legge n.240/2010, la definitiva stipula delle code contrattuali del CCNL 2019-2021 le cui ipotesi sono state sottoscritte presso l’ARAN da oltre un anno, ma non risulta completato ancora il relativo iter di certificazione previsto dal d.lgs. n.165/2001.

Malgrado le sollecitazioni più volte reiterate per l’apertura di un confronto anche mediante appositi tavoli di natura tecnica, il Ministro dell’Università e della Ricerca non ha fornito riscontro, tantomeno sono state date risposte concrete alle lavoratrici e ai lavoratori di tutti i ruoli (professori, ricercatori, personale tecnico-amministrativo e l’enorme mole di precari che garantiscono quotidianamente l’erogazione di servizi ordinari agli studenti) e, in generale, al sistema della formazione superiore e della ricerca mediante gli auspicati interventi di carattere normativo e nuovi investimenti nell’ambito delle Leggi di Bilancio dell’ultimo triennio.

Il Ministro ha ritenuto, invece, di procedere nella riforma dell’Università senza aprire un dialogo con le parti sociali e i rappresentanti della comunità universitaria, circostanza che ci obbliga ad esprimere, con fermezza, profonda preoccupazione e sconcerto, specie in ordine alla riforma del reclutamento del personale docente, alla riforma dell’ANVUR e alla riforma della Governance degli Atenei che, a nostro avviso, rischiano di compromettere in modo significativo i principi di autonomia, collegialità e rappresentanza che costituiscono la base democratica della tradizione accademica italiana, evidenziandosi un accentramento eccessivo del potere nella figura del Rettore a scapito degli organi collegiali; una riduzione degli spazi di rappresentanza del personale docente, del personale tecnico-amministrativo e degli studenti; una eccessiva influenza politica e ministeriale nella gestione degli Atenei.

Le predette nuove previsioni impatterebbero, altresì, sulla valutazione della didattica e della ricerca, sull’organizzazione universitaria, sul finanziamento e sulla valutazione dei programmi di ricerca, sui sistemi di reclutamento dei professori e dei ricercatori che, inoltre, subirebbero di fatto una limitazione di prerogative costituzionali che mortificano il ruolo della docenza universitaria.

Per quanto attiene alla contrattazione collettiva di settore, le scriventi OO.SS. non possono che prendere atto del completo disinteresse del Ministro alle vicende che attengono alla definizione della disciplina del rapporto di lavoro del personale degli Atenei e delle Aziende Ospedaliere Universitarie, sia per quanto attiene agli istituti normativi sia per quelli economici, registrando una evidente indifferenza alla questione salariale in netta controtendenza rispetto agli altri dicasteri che, nonostante le difficoltà economiche generali, hanno individuato soluzioni per valorizzare il proprio personale.

Rispetto al predetto stato di cose, si ritiene che l’inerzia e l’indifferenza del Ministero dell’Università e della Ricerca non siano più tollerabili e che sia urgente ripristinare un dialogo sociale finalizzato all’individuazione di soluzioni concrete alle tante istanze che provengono dai posti di lavoro, aprendo celermente i temi della riforma della Legge n.240/2010 ad un confronto vero, ampio, trasparente e pluralistico con tutte le componenti del sistema universitario, individuando celermente soluzioni, anche di natura economica, volte alla valorizzazione del personale, da porre a base dei prossimi rinnovi contrattuali, per rafforzare la qualità e la competitività dell’Università italiana, preservandone nel contempo il pluralismo, l’autonomia e la responsabilità condivisa, valori irrinunciabili per tutte le lavoratrici e i lavoratori del settore.

Per quanto sopra esposto, nel rispetto delle normative vigenti in materia, le scriventi OO.SS. FLC Cgil, CISL Università, UIL Scuola RUA, FGU Gilda – Dipartimento Università e SNALS, visto il quadro delle relazioni in atto e considerate le criticità sopra sinteticamente riportate, comunicano la proclamazione dello stato di agitazione del personale delle Istituzioni Universitarie italiane a partire dalla data della presente nota e la indizione di una manifestazione nazionale che si terrà il giorno 17 dicembre p.v. in Roma nei pressi del Ministero dell’Università e della Ricerca secondo le modalità che saranno successivamente indicate.

Si resta disponibili per ogni ulteriore adempimento procedurale.

Cordialmente.

LE SEGRETERIE NAZIONALI

FLC CGIL (Pino Di Lullo)

CISL UNVIVERSITA (Francesco De Simone Sorrentino)

UIL SCUOLA RUA (Alessandro Fortuna)

FGU GILDA DIPARTIMENTO UNIVERSITA’ (Michele Poliseno)

SNALS (Teresa Angiuli)


Domenico A. Di Renzo

Funzionario pubblico | Giurista esperto in Diritto Amministrativo, Diritto d’Autore e Pubblica Amministrazione | Scrittore e blogger | Autore di “Scrivere la PA - Scrittura Creativa per la Pubblica Amministrazione”
Biografia completa qui.

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