Nel corso dei nostri precedenti appuntamenti su Scrivere la PA, abbiamo trascorso settimane a smontare il burocratese, a semplificare le e-mail e a dare una struttura logica ai bandi. Ma c’è una verità che noi, professionisti della scrittura, spesso facciamo fatica ad accettare: a volte, il testo non basta. O meglio, il testo da solo non è lo strumento più efficiente per trasmettere un concetto complesso in tempi rapidi.

La trappola del muro di parole

Oltre il testo: perché la comunicazione visiva e le infografiche sono il futuro della PA

Entra in un ufficio pubblico o apri un sito istituzionale. Cosa vedi? Spesso, un “muro di parole”. Blocchi di testo densi, giustificati, senza interruzioni, che sembrano progettati per respingere l’occhio umano anziché accoglierlo. In un’epoca dominata dall’economia dell’attenzione, costringere un cittadino a leggere tre pagine di testo per capire se ha diritto a un contributo è un fallimento comunicativo.

La sfida della scrittura creativa per la PA oggi non è solo scegliere i verbi giusti, ma capire come disporli nello spazio. È qui che entra in gioco la comunicazione visiva.

Il potere cognitivo della forma

Perché dovremmo preoccuparci dell’aspetto visivo di un documento amministrativo? Non è un compito che spetta ai grafici? La risposta è no. L’architettura dell’informazione è parte integrante della scrittura.

Il nostro cervello elabora le immagini molto più velocemente del testo. Secondo diversi studi di neuroscienze, riusciamo a cogliere il senso di una scena visiva in meno di un decimo di secondo, mentre la lettura richiede uno sforzo cognitivo sequenziale molto più oneroso. Quando integriamo elementi visivi in un documento pubblico, stiamo letteralmente regalando tempo e neuroni al nostro lettore.

Utilizzare il visual design nella Pubblica Amministrazione significa applicare i principi del Legal Design: un approccio che mette l’utente al centro, rendendo il diritto e le procedure amministrative non solo comprensibili, ma utilizzabili. Un bando strutturato con icone, flussi logici e un uso sapiente dei colori non è “meno serio” di un documento in bianco e nero; è semplicemente più democratico.

Lo spazio bianco è un’informazione

Uno dei concetti più difficili da far digerire in ambito istituzionale è l’importanza dello spazio bianco. Spesso, per un senso di malintesa economia o per un retaggio dei tempi della carta stampata, cerchiamo di riempire ogni centimetro quadrato del foglio.

Nella scrittura moderna, lo spazio bianco è un respiro. È ciò che permette al lettore di distinguere un concetto dall’altro, di riposare l’occhio e di individuare le informazioni gerarchicamente più importanti. Un documento “pieno” comunica ansia e confusione; un documento “aerato” comunica ordine e controllo.

Se vogliamo che un cittadino legga davvero la nostra circolare, dobbiamo smettere di temere il vuoto. Dobbiamo usare i margini, le interlinee e i distacchi tra i paragrafi come strumenti di punteggiatura visiva. Lo spazio bianco non è spazio sprecato: è spazio dedicato alla chiarezza.

L’infografica come ponte di fiducia

Arriviamo al cuore della rivoluzione visiva: l’infografica. Non stiamo parlando di disegni decorativi, ma di sintesi grafiche di processi.

Immagina un procedimento amministrativo lungo e tortuoso, come la richiesta di un permesso di costruire o la partecipazione a un concorso pubblico. Invece di descrivere i passaggi solo con un elenco puntato di tre pagine, potremmo inserire una linea del tempo o un diagramma di flusso.

L’infografica assolve a tre funzioni etiche fondamentali:

  1. semplificazione: traduce la gerarchia delle norme in una sequenza logica di azioni;
  2. inclusione: aiuta chi ha difficoltà con la lingua o chi soffre di disturbi dell’apprendimento a orientarsi nel testo;
  3. trasparenza: mostra chiaramente le scadenze e le responsabilità, riducendo l’area grigia dell’incertezza.

Un’infografica ben fatta è un atto di onestà, guida cittadino come fosse una mappa. E questo è il modo più veloce per costruire un rapporto di fiducia duraturo tra istituzione e comunità.

Consigli pratici per iniziare la trasformazione

Non serve essere esperti di Photoshop per migliorare l’impatto visivo dei propri testi. La scrittura creativa applicata al visual parte da piccoli accorgimenti quotidiani che tutti possiamo adottare:

  • gerarchia visiva: usa i titoli (H1, H2, H3, sul web) non solo per indicizzare i contenuti, ma per creare un percorso ottico. Il lettore deve poter capire il senso del documento anche solo “scansionando” i titoli;
  • icone funzionali: una piccola icona a forma di orologio accanto a una scadenza, o un punto esclamativo accanto a una sanzione, attira l’attenzione molto più di una parola in grassetto;
  • liste e tabelle: ogni volta che devi elencare requisiti o dati numerici, abbandona la forma discorsiva. La tabella è un’infografica primordiale, ed è imbattibile per la comparazione dei dati;
  • contrasti cromatici: usa il colore con parsimonia ma con intenzione. Un colore specifico per le “azioni richieste” e un altro per i “riferimenti normativi” aiuta la mente a categorizzare l’informazione senza sforzo.

Verso una Pubblica Amministrazione multi-modale

Il futuro della PA non è solo scritto. È un futuro multi-modale in cui il testo convive con l’immagine, il grafico e, perché no, il video. La nostra responsabilità come comunicatori pubblici è quella di abbattere ogni barriera possibile tra l’intenzione della norma e la comprensione del destinatario.

Scrivere bene oggi significa progettare un’esperienza di lettura. Significa accettare che la bellezza visiva di un documento non è un lusso estetico, ma una forma di cortesia istituzionale. Iniziamo a guardare i nostri documenti, non solo a leggerli. Chiediamoci:

Se non sapessi leggere questa lingua, capirei comunque cosa devo fare?

Se la risposta è no, allora c’è ancora del lavoro da fare sulla nostra architettura visiva.

La rivoluzione della chiarezza passa per gli occhi. Oltre il testo, c’è un mondo di comprensione che aspetta solo di essere disegnato.

Costruiamo insieme una PA migliore

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Domenico A. Di Renzo

Funzionario pubblico | Giurista esperto in Diritto Amministrativo, Diritto d’Autore e Pubblica Amministrazione | Scrittore e blogger | Autore di “Scrivere la PA - Scrittura Creativa per la Pubblica Amministrazione”
Biografia completa qui.

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