Se hai lavorato con la Pubblica Amministrazione, sai benissimo che l’espressione “ho letto il bando” è spesso un eufemismo. La verità è che ormai non leggiamo più i bandi complessi: facciamo piuttosto una scansione cercando i pochi dati davvero utili e che ci interessano direttamente.
Una cattiva “architettura” del testo è spesso utilizzata come “scusa” per rispettare la complessità normativa; in realtà è un errore di design comunicativo che costa tempo, fa perdere opportunità ai cittadini e aumenta il carico di lavoro degli uffici (che devono rispondere a molte richieste di chiarimento).
La mia esperienza mi ha insegnato che la vera competenza non sta nello scrivere un bando, quanto piuttosto nello scriverne uno che funzioni. La soluzione è una strategia di layout che ho chiamato Regola dei 3 Blocchi.

Il blocco fondamentale: l’introduzione
Obiettivo #1: comprendere (chi può fare cosa)
La prima cosa che un lettore si chiede di fronte a un bando è: “Mi riguarda?” oppure “Cosa c’è in palio?”
Nella scrittura istituzionale tradizionale, queste informazioni essenziali sono spesso sepolte in paragrafi iniziali pieni di riferimenti legislativi e preamboli storici. Questo costringe il lettore a disperdersi prima di aver stabilito la rilevanza del documento: bisogna invertire la piramide informativa.
Il blocco di testo fondamentale (del bando) deve stare in testa al documento e deve contenere solo dati essenziali, presentati in modo che il lettore possa effettuare una “scansione” visiva.
Cosa non può mancare in questo blocco?
- Oggetto del bando: un titolo chiaro e non generico.
- Destinatari/Beneficiari: un elenco puntato dei soggetti ammessi.
- Finanziamento/Beneficio: l’importo totale o la natura del vantaggio.
- Scadenza e Modalità di invio: la c.d. call to action cruciale.
Consiglio pratico: utilizza un box di riepilogo formattato (in grassetto o in tabella) subito dopo l’indice. Se il lettore non capisce in 30 secondi o se deve rileggere per comprendere, hai fallito il primo obiettivo.
Il blocco centrale: la mappa
Obiettivo #2: navigare (il percorso passo-passo)
Una volta che il lettore ha stabilito che il bando è rilevante per sé, vuole sapere come fare per partecipare.
Il corpo centrale del bando è la sua mappa. Il tuo compito è sostituire il testo descrittivo con istruzioni chiare e sequenziali. Il burocratese è farcito di lunghe frasi esplicative; il linguaggio chiaro predilige le liste numerate.
Come ottimizzare il blocco centrale
Liste numerate o puntate: trasforma i requisiti e i passaggi procedurali in punti elenco. Se l’ordine è cruciale (come spesso accade nella PA), usa la numerazione.
- Sostituisci:
Il candidato dovrà presentare la domanda, allegando copia del documento di identità, il curriculum vitae aggiornato e la dichiarazione sostitutiva relativa al casellario giudiziale, in formato pdf.
- Con:
Documenti richiesti: 1. Domanda compilata (Modulo A); 2. Copia del documento di identità in corso di validità; 3. Curriculum Vitae aggiornato; 4. Dichiarazione sostitutiva (Modulo B).
Titoli esplicativi: evita i titoli generici, che non dicono nulla.
- Sostituisci:
Articolo 7 – Procedure
- Con:
Articolo 7 – Cosa allegare alla domanda” oppure “Articolo 7 – Modalità di invio e sanzioni per non conformità
No alla ridondanza: non ripetere le stesse informazioni (es. la scadenza) in cinque posti diversi; richiama l’informazione, dopo la prima volta, senza riscriverla integralmente.
La chiarezza linguistica (ne ho parlato già in questo post) ti farà guadagnare la gratitudine del lettore e ridurrà drasticamente le chiamate e le code agli sportelli.
Il blocco conclusivo: i dettagli
Obiettivo #3: approfondire (normativa di riferimento)
Questo è il blocco destinato ai dettagli che, pur essendo legalmente essenziali, non sono vitali per la comprensione immediata da parte del cittadino medio o del professionista che sta solo cercando i requisiti richiesti per la partecipazione.
- Destinazione: metti qui i riferimenti normativi specifici (“Visto il D.Lgs…”), le specifiche sulle responsabilità legali e i dettagli tecnici di difficile fruizione.
- Formato: se possibile, usa gli allegati per i testi normativi molto lunghi o per le specifiche tecniche di dettaglio, alleggerendo il corpo principale del bando.
- Ricorda: il rigore non deve sacrificare la fruibilità.
Un lettore qualificato (come un avvocato o un commercialista) saprà dove cercare i riferimenti normativi (cioè alla fine). Un cittadino, invece, non dovrebbe mai essere costretto a sorbirsi il perché normativo prima di capire il cosa fare.
Il ponte della fiducia e dell’efficacia
Un bando strutturato con la Regola dei 3 Blocchi è più di un documento ben formattato; è un ponte di fiducia tra l’istituzione e il cittadino. Dimostra che il tuo ente valorizza il tempo dell’utente quanto il rigore della norma.
Questo approccio – che ho visto applicare con successo in diversi contesti – non solo aumenta la partecipazione a bandi e concorsi, ma riduce i costi amministrativi legati alla gestione delle incomprensioni.
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