Mai quanto oggi c’è bisogno di Memoria.

Le immagini che arrivano dall’America dimostrano che il nazismo, che sembrava estirpato, in realtà è rimasto latente, dietro i nostri schermi luccicanti. E finti.

Un sentimento di odio pronto a riemergere non appena si fossero create le condizioni adatte. E le condizioni adatte sono arrivate, con il regime instaurato nel Paese in cui sembrava più improbabile che ciò avvenisse.

Il sogno americano non esiste più da tempo, ma quel che più conta oggi è che la guerra civile in cui Trump sta trascinando il suo Paese sta già portando sentimenti di odio e vendetta anche alle nostre latitudini.

Sono molto preoccupato per i nostri figli che rischiano davvero, e sembrava ormai impossibile, di vedere in faccia l’orrore che conobbero i nostri nonni.

Basti vedere che, anche qui da noi, molte persone non si scandalizzano più delle violenze. No, non sto parlando di certi rappresentanti delle istituzioni; parlo di gente comune, il nostro collega, il nostro vicino, il nostro amico, la persona più semplice del mondo. In tanti, accecati dall’odio, godono della morte di uomini e donne inermi. Arrivando addirittura a giustificare la violenza sui bambini.

Io li vorrei vedere quelle persone che inveiscono standosene al caldo davanti alla TV o al cellulare, il giorno che i loro figli dovessero essere trascinati in trincea a causa della guerra, dell’odio, del sangue che LORO hanno giustificato. Li vorrei vedere disperarsi, pentirsi del male che non hanno saputo combattere, della cattiveria che hanno lasciato scorrere nelle loro vene.

Li vorrei vedere ma non ne potrei godere.
Perché quei figli pagheranno colpe che non sono loro.

Mai quanto oggi c’è bisogno di Memoria.
Per parlare a quei figli.
Per spiegare loro di cosa è stato capace l’uomo.
Di cosa sono capaci oggi i loro padri.
E dell’inferno verso cui li stanno portando dopo averli messi al mondo.

Post Scriptum
Leggo sotto i post che celebrano la giornata di oggi moltissimi commenti indescrivibili. Non era mai accaduto.
Non sono ingenuo, ne conosco i motivi, nonché l'humus in cui si muovono.
Sia chiaro.
Anch'io penso che gli eredi di coloro che hanno subito la deportazione, ad opera del nazifascismo, abbiano dimenticato l'orrore subito dai loro ascendenti.
Detto questo, però, dileggiare la giornata della Memoria, sminuirla dicendo che ovunque accadono olocausti in silenzio, commentare con cattiveria, dimostra non solo la necessità sempre più forte di ricordare ma anche, come ho scritto nel post, che l'uomo è ancora oggi assolutamente pronto a commettere altri olocausti, a compiere gli stessi errori, a macchiarsi degli stessi orrori.

Domenico A. Di Renzo

Funzionario pubblico | Giurista esperto in Diritto Amministrativo, Diritto d’Autore e Pubblica Amministrazione | Scrittore e blogger | Autore di “Scrivere la PA - Scrittura Creativa per la Pubblica Amministrazione”
Biografia completa qui.

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